PAESAGGI MIGRANTI 2016

Paesaggi Migranti è un progetto che coinvolge giovani architetti, designers, educatori e artisti in un processo di lettura ed interpretazione del paesaggio circostante il centro storico di Pennabilli, antico borgo dell’Appennino Romagnolo. L’obiettivo è quello di sperimentare strategie di dibattito, comunicazione e partecipazione sui temi del territorio, finalizzate ad ipotizzare possibili percorsi di valorizzazione.

www.paesaggimigranti.com

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Paesaggi Migranti è promosso da un gruppo informale di architetti, designers, artisti ed educatori. Sostenuto dal Musss, Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello e realizzato attraverso il programma “Si legge biodiversità” della rete INFEAS / Regione Emilia Romagna, Paesaggi Migranti è stato proposto per la prima volta nel contesto del Festival Internazionale di Arti Performative, tenutosi a Pennabilli dall’1 al 5 giugno 2016.

Quattro azioni elementari per fare esperienza del paesaggio sono state proposte al pubblico del festival:

1- Vedere: una camera obscura, posta nel punto più alto del paese e realizzata attraverso una call internazionale, ha invitato il pubblico a sostare per alcuni minuti in attesa di poter vedere la magia che si forma quando la luce, attraverso un foro, fa emergere l’immagine.

2- Ascoltare: una performance sonora a cura di ha permesso al pubblico di percepire suoni e voci provenienti dal paesaggio in analisi

3- Attraversare: una passeggiata notturna ha portato i partecipanti tra boschi e torrenti e a conoscere storie e aneddoti sui luoghi attraversati

4- Raccontare: un workshop di narrazione collettiva – basato sul supporto di fotografie del territorio e immagini tratte da antiche mappe geografiche ha permesso di costruire una storia fantastica, grazie al contributo di tutti coloro che si sono cimentati nella proposta. Ne è uscita la storia di un viaggio, compiuto da vere e proprie montagne (La Verna, Il Fumaiolo, Il Sasso Simone, Penna e Billi, San Leo, Maioletto, Verucchio, Torriana ecc), a partire dalla caratteristica geologica del territorio (Colata della Valmarecchia)

 

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Mi occupo di processi educativi e culturali per lo sviluppo di capacità singolari e collettive, legate al rapporto con i luoghi, con i patrimoni culturali e naturali.

Lavoro con bambini, famiglie, insegnanti, musei, aree protette, associazioni, scuole, università e istituzioni, mescolando pedagogia, arte, scienza, fantasia, gioco, racconto, design, comunicazione. Mi occupo di "comunità in apprendimento" per favorire lo sviluppo locale delle aree interne.

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